Un nuovo studio evidenzia come il 2025 abbia segnato un nuovo massimo per l’inverdimento della vegetazione a livello globale, confermando una tendenza già osservata negli ultimi anni, ma con diversi aspetti che meritano attenzione.

Nel 2025 il livello medio di inverdimento globale ha raggiunto un valore record, passando da 8,1 × 10⁻⁴ anno⁻¹ nel periodo 2000 2024 a 8,5 × 10⁻⁴ anno⁻¹ considerando anche il 2025.

Durante questo anno, gli ecosistemi di prateria hanno avuto un ruolo centrale in questo fenomeno, con il 72,1% delle praterie e il 77,6% delle aree agricole che hanno mostrato un aumento della vegetazione.

Le aree in cui si è osservato un maggiore inverdimento, come l’Africa meridionale, il Sud America meridionale, il Nord dell’Australia, l’Europa, la parte centrale del Nord America e la Cina settentrionale, coincidono in gran parte con un aumento delle precipitazioni.

Nelle foreste pluviali tropicali, invece, la situazione appare più complessa. I dati raccolti dai satelliti MODIS e VIIRS mostrano segnali diversi, con il primo che indica una diminuzione della copertura vegetale e il secondo un aumento. Questo mette in evidenza le difficoltà nel valutare con precisione il recupero delle foreste dopo l’evento di El Niño del 2023 2024.

Un fenomeno complesso

Anche se l’inverdimento globale rappresenta una notizia positiva, perché contribuisce in parte al raffreddamento del pianeta, negli ultimi decenni questo processo si è sviluppato soprattutto nelle aree agricole e in quelle destinate allo stoccaggio del carbonio, risultando meno efficace rispetto al ruolo svolto dalle foreste naturali.

Alcune ricerche suggeriscono che questo fenomeno stia iniziando a raggiungere un limite. L’aumento della vegetazione in alcune zone del pianeta non riesce a compensare la perdita di foreste in regioni cruciali come l’Amazzonia e altre aree tropicali fondamentali per l’equilibrio climatico.

Per crescere, le piante hanno bisogno di CO2, acqua e nutrienti. Anche se la concentrazione di CO2 aumenta, senza un adeguato apporto di acqua e sostanze nutritive la crescita della vegetazione non può continuare allo stesso ritmo.

L’effetto fertilizzante della CO2, quindi, non è infinito. Le piante non possono crescere senza limiti, perché entrano in gioco altri fattori che ne frenano lo sviluppo.

Riferimenti

Anniwaer, N., Zhu, D., Gui, Y. et al. Vegetation greenness in 2025. Nat Rev Earth Environ (2026). https://doi.org/10.1038/s43017-026-00776-0